Tromboflebite ed ulcere venose

Si tratta di situazioni la cui gravità e variabilità non consentono un trattamento dell'argomento a d un facile livello divulgativo.
Desideriamo però, per completezza, dare delle informazioni utili.

La tromboflebite è una infiammazione della vena accompagnata dalla formazione di un coagulo di sangue all'interno e da un rigonfiamento ed arrossamento doloroso della pelle, facilmente riconoscibile. In alcuni casi il trombo può accrescersi ed estendesi alle vene profonde (trombosi venosa profonda). Più raramente un frammento del trombo si può distaccare e raggiungere i polmoni; si parlerà, in questo caso, di tromboembolia polmonare, che rappresenta un evento molto grave. Se la tromboflebite viene curata durante la fase iniziale, i rischi sono minimi e si può avere una completa guarigione.
Cause che portano al verificarsi di tale patologia sono:
l'ipercoagulabilità del sangue, la lesione di una parete vasale, il rallentamento della corrente sanguigna.
Questi fattori a volte si combinano.
Nel nostro caso, occupandoci di patologia varicosa degli arti inferiori ed a questa situazione volendoci riferire, il meccanismo favorente è quello del rallentamento del flusso sanguigno.
La dilatazione delle vene determina una stasi venosa: la stasi è il primo fattore responsabile dello sviluppo di una tromboflebite; in molti casi alla stasi può aggiungersi una trombofilia: un'alterazione, cioè di uno o più fattori della coagulazione del sangue. I traumi possono determinare una tromboflebite anche in vene di soggetti sani. Vi sono poi dei fattori di rischio quali: l'obesità, la gravidanza, gli interventi chirurgici, fumo, alcoolismo, iniezioni endovenose, malattie infettive, neoplastiche e l'immobiliuzzazione.
Il trattamento della tromboflebite deve essere proporzionale alla sua estensione e gravità. Caso per caso si realizzeranno gli adeguati provvedimenti. Si tratta di un mix di anticoagulanti, antinfiammatori, antibiotici.
Il bendaggio elastocompressivo è spesso indicato e permette la mobilizzazione precoce del paziente.
La mobilizzazione è utile per contrastare la stasi venosa che è uno dei fattori favorenti e d è perciò utile camminare il più precocemente possibile.

L'ulcera è una lesione della pelle paragonabile ad una piaga più o meno profonda; le ulcere venose si localizzano generalmente nella parte interna della caviglia, ma possono interessare anche la zona posteriore o laterale. Nella maggior parte dei casi non sono molto dolorose ma certamente la loro presenza rende spesso inaccettabile la qualità di vita del paziente per il pericolo di infezioni e per la necessità di continue medicazioni. Se non vengono adeguatamente trattate la loro tendenza è verso la cronicizzazione. II trattamento migliore e risolutivo è quasi sempre la correzione chirurgica dell'insufficienza venosa, accompagnata o seguita dai trapianti cutanei nei casi più gravi.

HOME PAGE - CHI SIAMO - DOVE SIAMO - OBIETTIVI - CONTATTACI